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Entroterra romagnolo

Santarcangelo di Romagna

Si trova sulla via Emilia a Nord di Rimini. Le sue origini sono romane, anche se acquista importanza durante la dominazione malatestiana. I cittadini di Santarcangelo ritengono che fu in questo castello (e non a Gradara) che si compì il dramma dei due amanti Paolo e Francesca. E’ una bella cittadina che ha saputo mantenere un forte legame con il passato e con le proprie tradizioni, il centro storico è vivo, fatto di case e palazzi molto curati, un’ampia varietà di ristorantini e osterie; si può godere della tipica atmosfera romagnola. Da non perdere le antichissime e misteriose grotte scavate nel tufo del colle Jovis che traforano il centro storico e dove probabilmente si rifugiarono i primi cristiani perseguitati.

Una rete sotterranea di oltre 100 cavità, su tre piani, sottostanti al vecchio nucleo urbano. Un susseguirsi di pozzi, cunicoli e gallerie che costituiscono un’altra città sotto quella visibile, a molti ancora sconosciuta. Un’esperienza suggestiva vi porterà ad immaginare antichi riti religiosi e processioni solenni nei cuniculi illuminati da torce. Sarete inebriati dal profumo di vino invecchiato e conservato in antiche botti un tempo qui custodite. Qui, secondo antiche leggende popolari, in una grotta non ancora scoperta si troverebbero alcuni telai d’oro massiccio azionati nella notte da instancabili tessitori-fantasma. Fra le tante curiosità, oltre alla “tomba” di San Martino dei Mulini, a 6 km dal centro cittadino, una casa colonica fortificata del 1300, c’è l’antica Bottega del Mangano dove vengono stampate le tele a ruggine. In via Verdi si affacciano la bottega di Alfonso Giorgetti, fabbro-artista e di Federico Moroni, pittore di fama internazionale. Un’ulteriore manifestazione che si svolge nel centro cittadino è “Balconi Fioriti”: a metà maggio la Piazza Ganganelli e le scalinate si rivestono di piante fiorite.

 

Verucchio

Verucchio si trova a 322 metri sul livello del mare, in una magnifica posizione panoramica che domina tutta la pianura sino al mare e verso l’entroterra. La straordinaria conformazione naturale del luogo è stata di fondamentale importanza per il paese, poichè ne ha determinato, fin dall’epoca preistorica, la caratteristica di fortezza naturale. Il territorio è stato profondamente segnato dalla presenza del fiume Marecchia, che un tempo era veramente un “piccolo mare”, sulle cui sponde sorgevano numerosi mulini, si coltivava (addirittura) il riso. Culla dei Malatesta, si sostiene che Verucchio sia stata abitata persino da popolazioni preistoriche (età del ferro). Da non perdere il magnifico panorama sul mare e sulla valmarecchia nonchè la rocca Malatestiana.

 

L’antica Repubblica di San Marino

Il territorio sammarinese si compone di nove antichi Castelli, compresa la capitale di San Marino: in ognuno di essi c’è qualcosa da scoprire, o da visitare. La Repubblica di San Marino è la più antica Repubblica d’Europa ed è un esempio unico di micro-Stato che si è conservato libero e indipendente nel tempo. Le sue origini si richiamano all’illustre leggenda del Santo Fondatore della comunità Sammarinese e della Repubblica, quando Marino, nel 301 d.C., si rifugiò sul Monte Titano. Dalle sue mura si possono vedere panorami indimenticabili, il mare e tutta la riviera da un lato e l’entroterra dall’altro. Sembra quasi di affacciarsi dal più suggestivo dei “balconi”. Il tutto accompagnato da shopping, gastronomia, manifestazioni, eventi, monumenti, musei, opere d’arte e luoghi turistici. Un piccolo mondo che, tra l’antico e il moderno, ha trovato un singolare modo di essere attrattivo e fonte di curiosità. Borgo Maggiore: è il secondo Castello per numero di abitanti; sorto nel XII secolo, il borgo si chiamava Mercatale poichè era la sede del mercato e di fiere.

Particolarmente interessante per chiese, monumenti e per le caratteristiche contrade del centro storico inserito sulla Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

  • Serravalle: (“Castra Subdita”) un tempo portava il nome di Olnano ed era uno dei castelli dei Malatesta di Rimini, entrato a far parte del territorio sammarinese nel 1463. Ha un grazioso centro, costituito dall’antico Castello e alcune contrade caratteristiche.
  • Domagnano: vanta una vista sensazionale verso il Monte Titano e verso il mare; nel suo territorio sono stati rinvenuti resti di epoca romana, monete e monili che testimoniano che il castello di Domagnano era abitato già da allora. Di fatto, il suo nome può derivare dal latino: da “Domenianus” (traducibile in “fondo padronale”) oppure da Omagnano, che ricorda i “magnani”, ovvero, coloro che lavoravano i metalli.
  • Fiorentino: Antico fortilizio malatestiano, era uno dei “Castra Subdita”, gli ex castelli malatestiani, entrati a far parte del territorio sammarinese nel 1463 e da allora “soggetti” alle leggi della Repubblica. Nel ‘400 rappresentava l’avamposto dei signori di Rimini più minaccioso, distante appena tre chilometri da San Marino. Per questo motivo, si conquistò l’appellativo di “Castellaccio”. Una volta conquistato, dopo una battaglia vinta dalla lega di Pio II contro Sigismondo Pandolfo Malatesta, i sammarinesi lo rasero al suolo per evitare che ricadesse nelle mani degli avversari e oggi non restano che i suoi ruderi sul monte Seghizo. Zona archeologica ricca di importanti reperti.
  • Acquaviva: ai piedi del Monte Cerreto, si trovava la fonte con cui il Santo Marino battezzò i primi cristiani della comunità del Titano e da cui deriva il nome di “Acquaviva” (sorgente d’acqua scaturita dalla viva roccia). Oggi è un ridente paese, immerso nel verde della campagna circostante. Il parco naturale di Monte Cerreto consente di svolgere jogging e attività sportive e ricreative.
  • Faetano: (“Castra Subdita”) antico dominio dei Malatesta di Rimini, fu uno degli ultimi annessi alla Repubblica nel 1463. Interessante il centro del paese per la Chiesa, la cui costruzione risale al secolo scorso, e la Casa del Castello. Località panoramica, ove è insediato un laghetto per la pesca sportiva, offre numerose possibilità di escursioni lungo il fiume Marano.
  • Montegiardino: è il Castello più piccolo dei nove ma è un borgo molto caratteristico con i suoi vicoli curati e ben conservati presenta un’architettura e scorci di rara bellezza. Interessante anche la Chiesa (1865) per i paliotti ivi custoditi, che risalgono al ‘700.
  • Chiesanuova: trae origine dal medioevale castello e corte di Busignano. Presenta un paesaggio di particolare bellezza per l’ambiente naturale, adagiato sui primi contrafforti appenninici.

 

San Leo

San Leo, situata nella valle del Marcchia, è costruito su un enorme masso di roccia calcarea tutt’intorno invalicabile che emerge dalla collina sottostante con pareti a strapiombo; vi si accede per un’unica strada tagliata nella roccia. Le origini di San Leo si perdono nella notte dei tempi, già nel VIII sec. a.C. troviamo gli umbro-sabatelli e nell’età romana sede importante per la nascente chiesa cattolica, è poi San Leone che darà il nome al paese. Nel 1115 iniziò la prestigiosa dinastia dei Montefeltro che regnarono tutto il Montefeltro, Urbino e Pesaro fino alla loro estinzione nel XVI secolo. La città ospitò Dante e S. Francesco d’Assisi. San Leo è famosa per per aver ospitato, nel forte trasformato in prigione, il Conte di Cagliostro, che vi morì nel 1795, e Felice Orsini (1844). Il panorama che si gode da San Leo è uno dei più belli e caratteristici della regione la vista spazia sui monti circostanti e lungo, la vallata del Marecchia, fino al mare.

 

Le quattro valli dell’entroterra romagnolo

  • LA VALLE DEL MARECCHIA
  • LA VALLE DEL CONCA
  • LA VALLE DEL MARANO
  • LA VALLE DELL’USO

Rimini è la confluenza di quattro bellissime valli che si diramano verso gli appennini dove il paesaggio, la natura, la storia e la cucina romagnola sono i protagonisti principali. La valle del Marecchia è lunga 54 km e oltre alla splendida natura ricca di colline coltivate, boschi e il fiume Marecchia che ne dà il nome, è costellata di paesi arroccati che hanno fatto la storia politica ed economica della bassa Romagna, ma anche quella marchigiana (Urbino). Qui fiorirono le grandi famiglie del medioevo e del rinascimento (Guidi, Malatesta, Montefeltro, Medici…) che hanno lasciato a testimonianza del loro splendore rocche e castelli di rara bellezza. Dai paesi e dalle rocche si gode un paesaggio stupendo: dal fiume che si snoda sinuoso sino al mare ai contrafforti del Montefeltro e del Monte Fumaiolo.
La valle del Conca è caratterizzata da un paesaggio aspro, circondata da una natura quasi selvaggia che si incunea nell’Appennino fino ad arrivare a Carpegna, la cima più alta dell’entroterra.
Noti per i loro prodotti artigianali e per la loro storia Tavullia (anche per Valentino Rossi), Mercatino Conca, Santa Maria al Piano e Monte Cerione. La valle del Marano è sicuramente minore rispetto alle altre valli ma è anche il luogo dove si possono incontrare greggi di pecore che brucano tranquille nelle dolci campagne. Il fiume, i campi coltivati, le numerose case coloniche abbandonate e le distese di olivi fanno assumere a questa valle un aspetto irreale, quasi magico. La valle dell’Uso prendo il nome dal fiume che l’attraversa il quale scorre in una valle stretta e deliziosa, ricca di storia e di tradizioni; il fondovalle declina dolcemente verso il mare. Ed è proprio attorno a questo fiume che gli abitanti di Santarcangelo raccontano che Cesare prese la storica decisione e pronunciò la fatidica frase “Alea iacta est” e non sul fiume Rubicone!